La storia della Pet Therapy

Con il termine pet therapy, neologismo anglosassone, si indica letteralmente la terapia dell'animale da affezione , dall'unione dei due termini: pet, che significa animale domestico, e therapy, che significa terapia.

Per pet therapy, detta anche zooterapia, si intende quindi una co-terapia che si affianca alle terapie tradizionali, ai trattamenti ed agli interventi socio-sanitari già in corso.

Essa non rappresenta una terapia a sé, ma si identifica come un intervento sussidiario che aiuta, rinforza, arricchisce e coadiuva le cure tradizionali e può essere impiegata su pazienti di qualsiasi età ed affetti da diverse patologie con l'obiettivo di miglioramento della qualità di vita dell'individuo e del proprio stato di salute, rivalutando, nel contempo, il rapporto uomo-animale.

Ulteriore scopo di queste co-terapie è quello di integrarsi con le normali attività terapeutiche facilitando l'approccio delle varie figure medico-sanitarie e riabilitative soprattutto nel caso in cui il paziente non dimostri collaborazione spontanea.

La presenza di un animale permette in molti casi di consolidare il rapporto emotivo con il paziente, favorendo il canale di comunicazione paziente-animale-medico e stimolando una partecipazione attiva del soggetto stesso.

La pet therapy viene intesa come un intervento dolce che stabilisce armonia tra uomo e natura[2] apportando grandi benefici all'uomo. Spesso viene definita come un complessivo progetto di Interventi Assistiti con gli Animali (IAA).

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