PROGETTI DIDATTICI
SCUOLE
ASILI NIDO

Il rapporto uomo-animale ha vissuto negli ultimi quarant’anni una profonda modificazione riconducibile a un variegato spettro di fenomeni socio-culturali, che da una parte hanno allontanato l’uomo dalla frequentazione del mondo animale, dall’altra hanno sottoposto tale relazione a una rivisitazione globale. L’allontanamento dal contesto rurale ha sottratto all’uomo la possibilità di sperimentare e conoscere la natura e i tratti della diversità animale. Con la separazione dell’uomo dagli animali domestici si è peraltro avvertita la carenza di tale relazione ed è potuto emergere il significato formativo, emozionale, psicologico del referente animale. Di questa deprivazione hanno sofferto soprattutto le giovani generazioni. Tutto ciò ha reso inderogabile: a) una valutazione delle metodologie e degli ambiti applicativi dell’interazione uomo-animale, e delle valenze psicologiche, pedagogiche e assistenziali di tale relazione; b) la realizzazione di progetti di interazione uomo-animale – volti alla conoscenza dell’alterità animale e alla valorizzazione della relazione – e di specifici protocolli di didattica e di attività ludiche e assistenziali con animali.

 

Dalla metà degli anni Sessanta in molti paesi europei e nordamericani hanno preso avvio specifiche esperienze di interazione uomo-animale applicate alla didattica ed attualmente in tali aree del mondo esiste una tradizione ormai consolidata di zooantropologia applicata, con centri di ricerca, fattorie degli animali, centri di didattica, centri di assistenza/sostegno, programmi di attività formative e ricreative assistite da animali.

 

Da un punto di vista educativo si è potuto riscontrare che l’interazione con l’animale presenta specifiche valenze:

  1. formative, nella capacità di aumentare il vocabolario immaginativo, di diminuire la diffidenza verso la diversità, di aumentare le pulsioni comunicative, di tranquillizzare e di dare sostegno nelle crisi di passaggio, di aumentare l’autostima, di implementare relazioni empatiche, di accendere la fantasia;

  2. didattiche, nella capacità di fungere da centro di interesse, nel permettere esperienze di gioco-studio, nella capacità di connettere ambiente domestico e ambiente di scuola, nel facilitare percorsi interdisciplinari, nel rendere più facilmente comprensibili alcuni concetti descrittivi e alcuni valori.

A questo si aggiunga l’importanza etica e scientifica di orientare i ragazzi verso una relazione equilibrata e rispettosa verso l’alterità animale, fondata sulla conoscenza della diversità comportamentale.

 

In Italia l’educazione zooantropologica nelle scuole è promossa dalla legge 281/91 e la cui importanza è stata ribadita nella proposta di legge sulle “Disposizioni a tutela degli animali” approvata dalla Camera dei Deputati, e ha altresì la funzione di prevenire gli incidenti con animali e il fenomeno dell’abbandono.

 

Il progetto di zooantropologia didattica viene concordato con le Insegnanti e distribuito in un calendario da stabilire.

 

I progetti di zooantropologia didattica si rivolgono alle scuole di ogni ordine e grado.

Il rapporto uomo-animale ha vissuto negli ultimi quarant’anni una profonda modificazione riconducibile a un variegato spettro di fenomeni socio-culturali, che da una parte hanno allontanato l’uomo dalla frequentazione del mondo animale, dall’altra hanno sottoposto tale relazione a una rivisitazione globale. L’allontanamento dal contesto rurale ha sottratto all’uomo la possibilità di sperimentare e conoscere la natura e i tratti della diversità animale. Con la separazione dell’uomo dagli animali domestici si è peraltro avvertita la carenza di tale relazione ed è potuto emergere il significato formativo, emozionale, psicologico del referente animale. Di questa deprivazione hanno sofferto soprattutto le giovani generazioni. Tutto ciò ha reso inderogabile: a) una valutazione delle metodologie e degli ambiti applicativi dell’interazione uomo-animale, e delle valenze psicologiche, pedagogiche e assistenziali di tale relazione; b) la realizzazione di progetti di interazione uomo-animale – volti alla conoscenza dell’alterità animale e alla valorizzazione della relazione – e di specifici protocolli di didattica e di attività ludiche e assistenziali con animali.

 

Dalla metà degli anni Sessanta in molti paesi europei e nordamericani hanno preso avvio specifiche esperienze di interazione uomo-animale applicate alla didattica ed attualmente in tali aree del mondo esiste una tradizione ormai consolidata di zooantropologia applicata, con centri di ricerca, fattorie degli animali, centri di didattica, centri di assistenza/sostegno, programmi di attività formative e ricreative assistite da animali.

 

Da un punto di vista educativo si è potuto riscontrare che l’interazione con l’animale presenta specifiche valenze:

  1. formative, nella capacità di aumentare il vocabolario immaginativo, di diminuire la diffidenza verso la diversità, di aumentare le pulsioni comunicative, di tranquillizzare e di dare sostegno nelle crisi di passaggio, di aumentare l’autostima, di implementare relazioni empatiche, di accendere la fantasia;

  2. didattiche, nella capacità di fungere da centro di interesse, nel permettere esperienze di gioco-studio, nella capacità di connettere ambiente domestico e ambiente di scuola, nel facilitare percorsi interdisciplinari, nel rendere più facilmente comprensibili alcuni concetti descrittivi e alcuni valori.

A questo si aggiunga l’importanza etica e scientifica di orientare i ragazzi verso una relazione equilibrata e rispettosa verso l’alterità animale, fondata sulla conoscenza della diversità comportamentale.

 

In Italia l’educazione zooantropologica nelle scuole è promossa dalla legge 281/91 e la cui importanza è stata ribadita nella proposta di legge sulle “Disposizioni a tutela degli animali” approvata dalla Camera dei Deputati, e ha altresì la funzione di prevenire gli incidenti con animali e il fenomeno dell’abbandono.

 

Il progetto di zooantropologia didattica viene concordato con le Insegnanti e distribuito in un calendario da stabilire.

 

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